STORIA D'UNA PASSIONE - XII)


di Linda Trabucco e Giulio Cavallucci

La Collezione Trabucco
per la prima volta esposta e ragionata


parte dodicesima

 


 

SACRE FIGURE

 

Il pittore Francesco Laguardia di idee personali e familiari coraggiosamente socialiste, era un timorato di Dio. Molta della sua opera è dedicata a soggetti sacri, corroborati dalla straordinaria arte delle chiese pennesi, cornice dell'infanzia e di parte della stagione formativa, e frutto di continua ispirazione.

Il Cristo sofferente miniato su una tavoletta di legno oscura di dolore, trionfa in una grande, scintillante aureola.
Gesù benedicente che mostra il suo sacro Cuore straziato dalle spine, emerge da un fondo completamente aureo.

Vinta per sempre la morte, il Re, ammantato di porpora, accoglie nel suo amore le creature che in Lui confidano senza più temere.
Nella tradizione delle Icone d'Oriente, questa Madre Hodigitria presenta il Salvatore, che, infante, già benedice tenendo le Scritture in grembo.

Aureolati, in nobili vesti, Madonna e Bambino si atteggiano nella tipica postura bizantina. Maria, seria, ieratica, ha una croce sulla fronte, presagio della Passione.

Il nostro Collezionista aveva in stima uno scultore teatino di grande talento, Sergio Mezzanotte, per anni Docente nel locale Istituto e Liceo Statale d'Arte.

S'innamorò di questa immagine della compassione, intrisa di particolare tenerezza, tanto da volerla acquistare per la cappella di famiglia, fatta erigere nel cimitero di Civitaquana, nel 2005.

Nel tondo di terracotta naturale, riproduzione di un antico dipinto, San Camillo de' Lellis soccorre Gesù, e con Lui tutti gli ammalati curati in vita e nei secoli seguenti a mezzo dell'istituzione dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi.

Mezzanotte scolpiì questa Pietà negli Anni Sessanta. Madre e Figlio, pur abbandonati nell'oltraggio del martirio e del dolore supremo, irradiano una luce dorata di speranza.

Il lavoro ha subito negli anni varie fratture, poi ricomposte. La fotografia evidenzia un solco longitudinale, successivamente colmato dall'ultimo restauro, che ha dotato il bassorilievo di una nuova cornice con foglia d'oro, consona alla collocazione nella cappella dei Trabucco.
Una santa rassegnazione sostiene questo gruppo di oranti, le donne tanto piccole da non arrivare al pluteo, compresi in una posa senza tempo.
Solo la preghiera conforta e solleva dagli insulti della vita.

Don Checchino Laguardia ha allineato in una campitura perfetta i cinque personaggi sul fondo tenebroso di sofferenza ottenuto su una tavoletta di legno convessa.